Tratto da: LA STAMPA

Gli italiani hanno a cuore il mattone

Gli immobili di pregio tornano in cima alla lista dei desideri degli investitori

Le compravendite immobiliari rappresentano da sempre un ottimo indicatore dello stato di salute di un’economia. Soprattutto nel nostro Paese dove la casa di proprietà ha un significato oggettivamente più elevato che in qualsiasi altra parte d’Europa. Basti pensare che, in base ad una ricerca effettuata dal portale Immobiliare.it, ben il 77,4% delle famiglie italiane risulta proprietario della casa nella quale vive. Una percentuale nemmeno sfiorata da nazioni limitrofe come, per esempio, Svizzera e Germania.

Per comprendere quale sia lo stato di salute attuale del mercato immobiliare italiano occorre partire dalla grande depressione che ha destabilizzato il settore negli ultimi anni. Dopo la fase di crescita del decennio 1996-2006, anno nel quale si è raggiunto il picco più alto delle ultime 3 decadi, le compravendite hanno registrato un tracollo. Una discesa vertiginosa in linea con la congiuntura negativa internazionale arrestatasi solo nel 2013. La ripresa? Lenta e difficoltosa. Nel 2017 i numeri relativi alla quantità di compravendite di unità abitative sono tornate ai livelli degli anni ‘80. L’Osservatorio dell’Agenzia delle Entrate ha registrato undici trimestri consecutivi di crescita, certificando transazioni per 152.608 unità immobiliari equivalenti ad oltre 16 milioni di metri quadri.

Mercato in ripresa, dunque, grazie a una serie di fattori concomitanti quali sono il miglioramento del clima di fiducia delle famiglie, il costo del denaro basso, la naturale propensione all’acquisto di un bene primario come la casa. L’aumento della domanda di abitazioni, almeno per il momento, non sta registrando significative variazioni dei prezzi, complice l’inflazione ancora bassa. Buoni motivi per tornare ad investire nel mattone. Magari puntando sulla qualità ovvero sugli immobili di pregio che, sempre in base alle statistiche, sono da sempre quelli che risentono meno dei saliscendi dell’economia.

Ma quando un immobile può definirsi di pregio? In primis deve essere in posizione strategica, in spazi a misura d’uomo dove l’attenzione all’ambiente va di pari passo con la disponibilità dei servizi pubblici. E dove le scuole, i trasporti, il commercio, i luoghi di svago e di cultura, fanno parte della quotidianità. Il prestigio è, ovviamente, anche una questione architettonica. Che passa attraverso il recupero di edifici storici, di ex edifici scolastici, ecclesiastici o lavorativi, trasformandoli in abitazioni di gusto contemporaneo.

Un esempio è rappresentato da Thovez 11,

a due passi dall’eleganza e dal fascino di Piazza Crimea a Torino. Un progetto di architettura residenziale che recupera lo storico edificio che ospitò nel Novecento l’Istituto delle Suore del Sacro Cuore. Vivere in Borgo Crimea è come essere in centro sopra il centro: Thovez11 con le sue ville, attici e appartamenti di diverse metrature con terrazzo e giardino rappresenta un investimento affascinante immerso nella tranquillità di un parco secolare, con tutte le comodità e i servizi a portata di mano, oltre a un’incantevole vista panoramica sulle Alpi. Il complesso, costruito con materiali di grande qualità e di ultimissima generazione, è dotato di standard di sicurezza e di tutti i comfort che garantiscono prestazioni energetiche all’avanguardia come, per esempio, la geotermia, che assicura risparmio energetico ed eco-sostenibilità. Un investimento destinato a mantenere un grande valore nel tempo e che presenta notevoli punti di forza come i criteri progettuali architettonici e impiantistici.

La qualità è data dai particolari. Fondamentale è l’attenzione dedicata al comfort, alle finiture di pregio, alla riduzione dell’impatto ambientale, al risparmio energetico e all’eco-compatibilità. Chi cerca una casa di qualità oggi è, inoltre, molto esigente sulla sicurezza: sistemi di video sorveglianza e servizio di portineria devono coniugarsi con la crescente urgenza di privacy. Thovez11 è l’investimento ideale per chiunque intenda generare valore, per sé e per la generazione che verrà.